La cuffia dei rotatori della spalla è un gruppo di quattro tendini che avvolge la testa dell’omero e permette all’articolazione di muoversi e rimanere stabile. Quando uno di questi tendini si danneggia o si rompe, si parla di lesione della cuffia dei rotatori, che rappresenta – sia nella mia esperienza clinica sia nella letteratura scientifica1 – la causa più frequente di dolore alla spalla nelle persone adulte.
L’origine delle lesioni della cuffia è multifattoriale: non derivano da una singola causa ma dall’incontro di più cause e fattori di rischio. Alcuni di questi, inoltre, dipendono dalle abitudini di vita e da altre condizioni su cui è possibile intervenire. Per questo, per mantenere l’articolazione della spalla in salute il più a lungo possibile e prevenire le tendinopatie della cuffia, è importante sapere cosa può provocarle.
Perché si lesiona la cuffia dei rotatori?
Una lesione della cuffia può avere due origini diverse. Parliamo di lesione traumatica quando deriva da un evento acuto come una caduta, un incidente o una lussazione della spalla. Mentre si tratta di una lesione degenerativa quando il tendine si logora lentamente nel tempo, spesso senza un episodio scatenante preciso. La maggior parte delle lesioni degenerative compare dopo i 40 anni e diventa più frequente con l’avanzare dell’età.
Su questo logoramento incidono sia fattori intrinseci – come la qualità e la vascolarizzazione del tendine – sia fattori estrinseci, come la forma dell’osso, la postura e il modo in cui la spalla viene sollecitata ogni giorno. Ed è proprio questo intreccio a rendere la patologia multifattoriale2.
I fattori di rischio non modificabili
Alcuni fattori di rischio non dipendono da abitudini o condizioni su cui è possibile agire, ma è comunque utile conoscerli, perché aiuta a capire quando è opportuno tenere la spalla sotto controllo.
L’avanzare dell’età
L’età è il fattore di rischio più importante. Il rischio di lesione cresce nel tempo in modo progressivo: si mantiene basso prima dei 40 anni, aumenta in modo netto dopo i 50 anni e continua a salire nei decenni successivi3. Con il passare del tempo il tendine perde elasticità e capacità di ripararsi, e le lesioni si estendono più facilmente.
La predisposizione genetica
Esiste anche una componente ereditaria. Chi ha familiari che hanno sofferto di lesioni della cuffia ha una probabilità leggermente maggiore di svilupparle a sua volta, segno che alcuni fattori individuali di predisposizione si trasmettono per via genetica4.
La conformazione anatomica
La forma delle ossa che compongono la spalla può predisporre alla lesione della cuffia. In particolare, alcune conformazioni dell’acromion – la parte della scapola che sovrasta il tendine – favoriscono l’attrito e l’usura5. Sono caratteristiche individuali, valutabili in modo semplice con la diagnostica per immagini.
I fattori di rischio modificabili
Come anticipavo, esistono dei fattori di rischio su cui è possibile agire. Intervenire su questi aspetti non elimina del tutto il rischio, ma può ridurlo in modo concreto o rallentare la progressione di una lesione già presente.
Abitudine al fumo
Il fumo è uno dei fattori modificabili più rilevanti: chi fuma ha un rischio quasi doppio di sviluppare una lesione della cuffia rispetto a chi non fuma, con un effetto che aumenta in base a quante sigarette si fumano e da quanti anni. La nicotina riduce l’apporto di sangue al tendine e ne ostacola la riparazione. Il dato più incoraggiante è che chi smette riporta il proprio rischio vicino a quello di chi non ha mai fumato: è un fattore su cui si può intervenire con effetti reali6.
Peso, diabete e sindrome metabolica
Anche la salute metabolica influenza quella dei tendini. Sovrappeso, diabete, ipertensione e colesterolo alto sono tutti associati a un rischio maggiore di lesione della cuffia. Il motivo non è solo meccanico: queste condizioni agiscono sull’intero organismo, alterando la microcircolazione e favorendo uno stato di infiammazione cronica che indebolisce il tendine. Il diabete, in particolare, fa registrare un rischio più che raddoppiato di sviluppare una tendinopatia della cuffia rispetto a chi non ne soffre7. Tenere sotto controllo il peso, la glicemia e la pressione, quindi, protegge anche la spalla.
Il sovraccarico sportivo e lavorativo
Il modo in cui usiamo la spalla conta molto. I movimenti ripetuti sopra la testa – tipici di alcuni lavori e degli sport overhead come tennis, pallavolo e baseball – e il sollevamento abituale di carichi sottopongono i tendini a microtraumi ripetuti.
Chi lavora mantenendo la spalla sollevata oltre i 90° raddoppia il rischio di lesione, mentre una storia di lavoro manuale molto pesante può aumentarlo fino a quasi 10 volte8. Anche il braccio dominante, più sollecitato, è colpito con maggiore frequenza. In questi casi la prevenzione passa dalla tecnica corretta, dalle pause e da un adeguato condizionamento muscolare.
Si può prevenire la lesione della cuffia dei rotatori?
Poiché diversi fattori di rischio sono modificabili, mi preme sottolineare che la prevenzione è una possibilità concreta. Le strategie più efficaci per ridurre il rischio di lesioni alla cuffia della spalla sono:
- smettere di fumare, per restituire al tendine una migliore capacità di guarigione;
- controllare peso, glicemia, pressione e colesterolo, tenendo monitorate le condizioni metaboliche;
- seguire un programma di esercizio progressivo, che rinforzi i muscoli della cuffia e della scapola sotto la guida di un professionista9;
- curare l’ergonomia nel lavoro e nello sport, limitando le attività overhead prolungate e inserendo pause regolari.
La fisioterapia ha un ruolo prezioso anche in chiave preventiva: corregge la postura della scapola, migliora la forza e la resistenza dei muscoli e ripristina il movimento completo della spalla, riducendo il carico di lavoro sui tendini.
Cosa succede se una lesione non viene trattata?
Le lesioni degenerative della cuffia tendono a progredire nel tempo. Gli studi dimostrano che, nell’arco di 5 anni, circa un terzo delle lesioni parziali si trasforma in una lesione completa e il 50% delle lesioni complete si ingrandisce ulteriormente se non si interviene10. L’evoluzione in chiave peggiorativa provoca anche l’aumento del dolore e il deterioramento del muscolo. Per questo è importante non trascurare un dolore persistente alla spalla e affidarsi a una valutazione specialistica quando i sintomi non passano.
Una diagnosi tempestiva permette di scegliere il percorso più adatto, che può andare dalla fisioterapia alla medicina rigenerativa, fino alla riparazione chirurgica nei casi che lo richiedono.
Hai bisogno di un consulto ortopedico?
Se soffri di dolore alla spalla o vuoi capire se sei a rischio di lesione della cuffia dei rotatori, richiedi un consulto ortopedico specializzato. Potrò valutare nel dettaglio la tua situazione e definire, se necessario, un percorso di prevenzione o di cura adatto al tuo caso specifico.
Sono il dottor Giovanni Caruso, Medico Chirurgo Specialista in Ortopedia e Traumatologia, perfezionato in chirurgia della spalla. Ricevo nel mio studio privato a Torino e in diverse strutture in Piemonte e Calabria. Contatta la sede più comoda per te e prenota un appuntamento.
Bibliografia
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